Siamo tutti soli al mondo. Ma a volte pero’ la solitudine ci rende VINCENTI.

Pensaci…

Ci vuole del tempo per capirlo, piu’ ci facciamo carico di nuove responsabilita’ più ci rendiamo conto che tutto dipende da noi e da come sappiamo affrontare le situazioni.

Verso i 18 anni iniziamo a comprendere che l’intera nostra esistenza si regge sulla nostra capacita’ di prendere le giuste scelte e di agire in maniera coerente al tipo di vita che vorremmo avere.

Dico bene?

Ogni fallimento è dovuto generalmente a scelte o azioni fondamentalmente errate.

Se ad esempio voglia raggiungere il successo professionale non possiamo permetterci di lavorare poco e, tantomeno di delegare nel modo più stupido possibile.

Ma essere un vincente cosa c’entra con la solitudine?

C’entra e non sai quanto. Lascia che ti spieghi…

Da cosa dipende l’essere vincente?

Warren Buffet, uno dei maggiori imprenditori e investitori della storia ha affermato che il successo nel business o nel lavoro è attribuibile al numero di buone scelte che si prendono nel corso della propria carriera.

E il problema è proprio questo…

Sono in pochi a saper prendere buone scelte!

“Antonino ma che dici?!”

Dico davvero… Saper decidere è molto complesso.

Non è un caso che il decision making sia una delle scienze più importanti in contesti politici, professionali o imprenditoriali.

Da una singola decisione possono scatenarsi conseguenze positive o negative di lungo periodo che potremmo non essere in grado di vedere

Non mi credi?

Facciamo un esempio…

Ipotizziamo che tu sia un imprenditore a capo di un’azienda.

Preso dalla rabbia licenzi un dipendente che lavora poco.

Il poveretto l’avevi avvisato più e più volte ma lui non ha migliorato il suo rendimento.

In seguito al suo licenziamento ti accorgi che magicamente tutta l’azienda comincia a performare meno.

Cos’è successo? Com’è possibile? Che stregoneria è mai questa?

Si da il caso che Giuseppe, il ragazzo che hai appena licenziato, era il collante umano che rendeva piacevoli le giornate in azienda per gli altri dipendenti.

Non faceva bene il suo lavoro da project manager, però era un ottimo dipendente e migliorava la vita degli altri dipendenti senza che tu te ne accorgessi.

Diciamocelo…

Licenziare Giuseppe è stata una scelta efficace nel breve periodo (riduzione di costi) ma dannosa nel lungo periodo (riduzione di efficienza).

Come puoi vedere, prendere decisioni è tutt’altro che semplice..